Articolo pubblicato sul Corriere dell’Umbria
Lettera inviata dall’associazione Crisalide ed altre associazioni del territorio alla Regione dell’Umbria sulle difficoltà di chi ha disagi mentali al tempo del Covid19.
Non c’è salute senza salute mentale
Riproponiamo con forza questa affermazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che ribadì a tutto il mondo scientifico e sociale quella che è ormai nota come la Dichiarazione di Helsinki. Lo presentiamo oggi, di nuovo, con determinazione in questa difficile prova causata dall’emergenza sanitaria del Covid-19. La salute mentale sta indubbiamente seguendo e attuando come tutti le norme di contenimento del virus che al momento rappresenta forse la principale minaccia alla salute. L’impegno e la sfida più importante non è però solo quella di affrontare una battaglia contro un virus ma è sostenerla nel miglior modo garantendo al contempo sempre il diritto alla salute e alle persone. Quindi non possiamo certo permetterci di dimenticarci di tutto quello che fa salute. In questa fase due a maggior ragione dobbiamo avere una visione prospettica e una consapevolezza di quali altri fattori, ad oggi rivisti o trascurati per l’emergenza, inficeranno in qualche maniera la salute futura prossima e di conseguenza pianificare delle azioni con cura, sapienza e coraggio.
La salute mentale come già anticipano varie fonti autorevoli sarà probabilmente l’ambito dove si genereranno altre necessità ed emergenze, vuoi per difficoltà di ritorno dovute al largo periodo di chiusura o sospensione e riduzione dei servizi alla persona; vuoi dettate da altre conseguenze indirette che sono emerse o si noteranno a seguito dell’emergenza, prima fra tutte quella economica e dunque anche sociale.
Le associazioni di volontariato che si occupano di salute mentale hanno cercato di far fronte a vari livelli alla situazione di stress generale, intervenendo con alcune azioni mirate o mantenendo a distanza i contatti con utenti e contesti familiari e le proprie reti di collaborazione. Al contempo hanno abbracciato le preoccupazioni e i richiami formulati dall’appello lanciato dalla conferenza nazionale della salute mentale: in questa emergenza Covid-19 la tutela della salute mentale deve diventare uno degli obiettivi cruciali della strategia per contrastare i danni dell’epidemia. lo stesso appello dichiara:
• che l’emergenza determinata dall’epidemia Covid-19 ha pesanti effetti sulla vita di tutti i cittadini, ancor più gravi per le persone con sofferenza mentale, per i più anziani, per le persone con disabilità e con malattie croniche.
• che questa emergenza determinerà conseguenze a lungo termine. I disagi dell’attuale situazione, e la crisi economica e occupazionale che si profila, rischiano di provocare forti sofferenze nel corpo sociale, che devono essere affrontate con misure economiche e occupazionali; e che non devono essere rappresentate come problema psichiatrico, oggetto di un’ennesima diagnosi.
In particolare nella nostra regione, in collaborazione con altre realtà dell’associazionismo della salute mentale e con gli stessi operatori sanitari, abbiamo sollecitato in più occasioni l’urgenza di avere un numero adeguato di posti letto in Spdc, così come previsto dalle normative. Da questo punto di vista, siamo in una situazione di emergenza ben da prima di quella attuale. Molte persone in situazioni di gravi difficoltà sono state costrette più volte, in questi ultimi anni, a ricorrere a ricoveri ospedalieri fuori regione, anche a lunghe distanze dal proprio contesto di vita e affettivo, influenzando negativamente sia il percorso di cura che di riabilitazione. Auspichiamo vivamente che questo periodo di difficoltà accresca la consapevolezza di quanto sia importante avere un sistema sanitario adeguatamente organizzato e con risorse sufficienti ad affrontare le sfide attuali e future. Ci allarma, al contempo, viste le premesse, eventuale possibilità di utilizzare spazi della salute mentale e SPDC come luoghi per l’emergenza Covid-19. Nei giorni scorsi attraverso alcuni canali di informazione sono giunte notizie circa un possibile trasloco del Servizio Psichiatrico Diagnosi e Cura dell’ospedale di Terni per creare una zona Covid free. Senza nulla togliere alle importanti esigenze di creare spazi e movimenti sicuri all’interno degli ospedali, crediamo che tutto si possa e debba fare senza mettere a repentaglio i servizi di salute mentale, già in evidente difficoltà. Un reparto che è stato riorganizzato da pochi anni a fronte di fatiche e impegni che potrebbero vedersi vanificati anche solo per un eventuale momentaneo spostamento. La salute mentale in questo momento va supportata e rafforzata se vogliamo garantirci una possibilità di risposta alle esigenze che verranno e coprire le lacune già presenti. Ci auguriamo che quanto annunciato sia frutto di un momentaneo e irrazionale pensiero passeggero dovuto dall’affanno dell’emergenza e auspichiamo che lasci posto ad una riflessione più approfondita e saggia, foriera di decisioni più appropriate.
Invitiamo a leggere l’appello per ricordarsi che non c’è salute senza salute mentale, siamo preoccupati per quanto ci aspetta ma nonostante tutto siamo sicuri che solo assieme sapremo trovare le risposte più opportune alle difficoltà. Vogliamo ricordare inoltre che in questo particolare momento a ciascuno è demandata maggiore responsabilità verso chi è in più evidente difficoltà. Solo grazie ad adeguati e celeri interventi sociali oltre che all’aiuto fatto di ascolto, incoraggiamento, vicinanza che ciascuno di noi può indirizzare agli altri, si potranno prevenire o attutire le difficoltà, garantendo più salute mentale per tutti. Confidiamo in uno spirito di condivisione e invitiamo a guardare sempre ciò che c’è di buono e ciò che costituisce risorsa, solo da lì c’è prospettiva e speranza.
LE ASSOCIAZIONI
UNASAM – TERNI
LIBERI DI ESSERE – FOLIGNO
LE VIE DEI CANTI – SPOLETO
MADRE CORAGGIO – PERUGIA
CRISALIDE – GUBBIO
LE FATICHE DI ERCOLE – CITTA’ DI CASTELLO